Posted by: efialte | 25 Marzo 2008

wiki-incursori, ovvero: Aztechi su Uqbar

Nel suo racconto Tlön, Uqbar, Orbis Tertius, che apre la raccolta Finzioni e fu scelto per rappresentare lo stesso Borges nell’Antologia della letteratura fantastica da lui curata con Bioy Casares e Silvina Ocampo, Jorge Luis Borges racconta di un progetto enciclopedico laterale e segreto, la paraenciclopedia di un mondo diverso dal nostro. Il Tlön di Borges è a mio avviso il più importante ipotesto de Il pendolo di Foucault di Eco, e come ogni ipotesto è più ampio, potenzialmente più ricco del suo libresco avatar.
La notizia che segue a questa laboriosa premessa è recente e ghiotta: giovani sassaresi e potenziali efaltei hanno iniziato a produrre una para-prosopografia azteca, creando personaggi e circostanze altrettanto dettagliati quanto inesistenti, da Enucatl, al Tiranno Mauro, a Satrapàme. Quello che potrete leggere dopo il salto sono le voci wiki da loro create, e le reazioni della comunità wiki.
È sbrigativo, di fronte a esperimenti di questo tipo, parlare di “bufale”. Si vorrebbe far accettare il fatto che all’interno della descrizione del reale debbano prendere il posto gli atti di pensiero, cioè gli esiti dell’immaginazione. Il signor Paoli, che abita al di là del nostro pianerottolo, è davvero in quanto esistente molto più reale di Huck Finn? A molti adolescenti esistenti i genitori dedicarono, dedicano, cure infinitamente più distratte di quelle che Golding dedicò al Piggy del Signore delle mosche. Antonio Tabucchi, che desiderò essere la quinta identità di Pessoa, scrive «Per noi che scriviamo, o viviamo, il che è lo stesso in questa corrente che ci conduce» (citazione non affidabile).
Enucatl vive? Forse no, però è reale. Piuttosto che essere mal esistenti, essere ben scritti è l’opzione. Posizione, questa, che mi pare risolva anche il problema del Cristo evangelico (e di altri supereroi): la loro realtà letteraria rende non del tutto utile il dibattito sull’effettiva esistenza - alla fin fine, trentatré anni di tournée in Galilea sono ben poco di fronte all’essere protagonista di quattro long-sellers e di diversi apocrifi.

qui per leggere la documentazione apparsa su wiki

Posted by: efialte | 13 Febbraio 2008

Gavino Ciarula, «Sete».

Da Gavino Ciarula, falegname, intarsiatore e maestro del legno in Sassari, riceviamo la fotografia di «Sete», opera di intaglio su massello di castagno che il maestro Ciarula dice ispirata all’opera del laboratorio di tecniche del dramma antico.

Opere di Gavino Ciarula sono visibili presso il laboratorio di via Casalabria o nel sito web dell’artista.
fai clic e vedi il quadro

Posted by: efialte | 10 Febbraio 2008

Mitologia e mattoncini: Lego@YouTube

50 anni di attività della Lego.

a) Teseo, b) Orfeo ed Euridice, c) Cerbero, d) Eco e Narciso, e) Fetonte, f) Dedalo, g) Perseo, h) Ade.
Guarda tutti i video nel seguito del post

Posted by: adimanto | 6 Febbraio 2008

Articolo “Il mito in mostra”

Articolo “Il mito in mostra” sulla mostra EFIALTE tra-dire il mito

Estratto da “Il Sassarese” - n° 527 - 30 Gennaio 2008

pagina 16

Articolo «Il mito in mostra» formato .pdf
oppure leggilo facendo clic qui

Posted by: efialte | 3 Febbraio 2008

EFIALTE a Venezia, Luglio 2008

L’esperienza di Efialte tra-dire il mito, la ricerca-mostra descritta in questo blog, sarà oggetto di una presentazione e workshop al convegno “Meeting the challenge: Bringing classical texts to life in the classroom” preso la Venice International University, Isola di San Servolo, Venezia, 26-28 Luglio 2008.

Notizie sul convegno possono essere trovate qui.

Posted by: sghembro | 7 Gennaio 2008

Buone feste!!

Notte di Natale, l’albero è sfavillante di luci in attesa dei regali. il camino e spento. si sente un rumore: è Babbo Natale. Arrivato nel salone si ripulisce la veste rossa e apre il suo sacco. Toglie un’ accetta, un pentolone e un vassoio…il resto è mito!!

Ormai è mania…

P.S. Inizia a pungermi un pò di nostalgia…non vedo l’ora di riniziare!

Posted by: efialte | 16 Dicembre 2007

Locandine proroganti

a uso degli efialtei che vorranno prenderle, riprodurle e pubblicarle altrove, le due locandine della manifestazione con la notizia della proroga fino al venti dicembre, da lunedì a giovedì dunque.

loca-efialte-proroga.jpg

loca-efialte-vasca-proroga.jpg

Posted by: efialte | 15 Dicembre 2007

Antigone al Palazzo di Città, Sassari 16.12.2007

ANTIGONE

o il buio della violenza

Voci da Sofocle a Rolf Hochhuth

Adattamenti e traduzioni di Sotera Fornaro

antigone.jpg

fai clic per leggere il post

Posted by: efialte | 15 Dicembre 2007

216 contatti il 14 dicembre 2007

Soddisfazione esibita per il nuovo picco di contatti giornalieri. Mentre arriva la notizia che efialte resta in mostra fino al 20 dicembre, i contatti del sito viaggiano rapidamente verso quota quindicimila.

Posted by: efialte | 12 Dicembre 2007

Pròroga, e Antonangelo Coradduzza.

Non si sa come dirlo, a pensarci. Bisogna dire che la mostra è prorogata, che la sua chiusura è stata procrastinata, che c’è una dilazione della conclusione, non so. Insomma: EFIALTE RESTA APERTO FINO A GIOVEDÌ 20 DICEMBRE. Grazie a chi fra i lettori capirà l’impegno che questa apertura supplementare comporta, e grazie a chi ha visto la mostra e ha deciso che più resta fruibile, meglio è.

Antonangelo Coradduzza, psichiatra e consulente della qualità dei prodotti del laboratorio di Tecniche del Dramma Antico, terrà alle diciassette, domani, la conferenza dal titolo «MITO e PSICHE». La sede è il Palazzo D’Usini di Sassari.

La mostra rimarrà aperta dunque nelle ulteriori giornate di venerdì 14 (mattina) - lunedì 17, martedì 18, mercoledì 19, giovedì 20 (mattina e pomeriggio). Orari: dalle nove alle tredici e trenta, dalle sedici alle diciotto e trenta.

Posted by: efialte | 12 Dicembre 2007

Pezzi da Francesco De Gregori in Efialte, antologia.

Abbiamo davvero pensato di inserirla, Pezzi, come suono base della mostra.

E De Gregori è citato, in un commento di “altri approdi”:

da «L’aggettivo “mitico”» di Francesco De Gregori
Batte sotto le stelle un nero biondo con le labbra d’acciaio, il suo nome è Cassandra.

Ed è partito da De Gregori un sentiero di ricerca (sempre un commento a Altri Approdi): «dunque, il segno, il senso, la logica innecessaria del senso e la necessità delle parole. Francesco De Gregori lo fa due volte, sullo stesso tema. Nella vecchia Atlantide scrive ditele che la perdono per averla tradita, parole contraddittorie nel senso usuale e reali nel senso psichico. Nella più recente Ti leggo nel pensiero si torna sulle medesime corde (il come si è, il come si vorrebbe essere) e il giro di vento recita: e chiedimi perdono per come sono. Un piccolo nocciolo di surrealismo, la presenza incongrua percepita con la coda dell’occhio. Le cose più vere, come la frase: “Offrire amore è l’unico modo che c’è per non rimanerne privi”. E, ancora, l’idea che nessun contenuto profondo può giungere privo di una forma adeguata».

Che altro? L’articolo della straordinaria giornalista Roberta Pietrasanta si legge QUI in formato .pdf, p. 32.

edit di efialte: Si riporta qui sotto la versione.jpg dell’articolo, che viene rettificato di necessità dall’efialteo corrector: il Laboratorio di Tecniche del Dramma Antico è un laboratorio del Corso di Laurea in Lettere (facoltà di Lettere e Filosofia, Università degli Studi di Sassari), Andrea Blasina è assegnista di ricerca, la direttrice della biblioteca si chiama Cristina Cugia con una “g”, Jung si chiama Karl Gustav (e non Gustave). I refusi sono in agguato: l’acrimonica acribìa efialtese non vuole mettere in ombra i meriti di Roberta Pietrasanta che ha fatto uno splendido articolo.

efialte.jpg

Posted by: castalia | 11 Dicembre 2007

Rassegna stampa: EFIALTE SU ANTENNA1.

Grazie alla grande affluenza di addetti stampa all’inaugurazione di ieri oggi un servizio di vari minuti sull’evento è andato in onda su Antenna1.
Un ringraziamento a tutti coloro che erano presenti.

Posted by: efialte | 11 Dicembre 2007

Cronaca. EFIALTE in Biblioteca comunale

Questo post ha un sacco di foto e pure un video per festeggiare i 14.000 contatti e il successo dell’inaugurazione della mostra EFIALTE alla Biblioteca Comunale (avete notato il cambio ti template? Ora si vede, l’autore). Cos’è successo, in breve: le lettere le abbiamo rimesse, e sghembro ha documentato lo sfacelo del vento di sabato mattina, la iperpigotta (forse qualcuno sa una canzone di Francesco De Gregori intitolata Ipercarmela?) ha debuttato sul suo filo di nylon e allegro: con borsine, cubetti, luci. La vera notizia è la Clitennestra di Rita Bonomo e Giusy Calia nella nuova versione: strepitosa, con ritmi, moti e personaggi diversi. Purtroppo non esiste ancora in formato utubabile, ma tutto il resto lo potete vedere semplicemente facendo clic qui.

Posted by: morenosolinas | 8 Dicembre 2007

Cronaca. “Dioscuri” in Romania

edit: Moreno Solinas e Igor Urzelai, danzatori e coreografi, hanno collaboratodsc01338.jpg con EFIALTE realizzando l’installazione di danza Dioscuri, e contribuendo con potenza e generosità allo sviluppo del progetto: la mostra del 10-13 Dicembre proporrà un video della performance realizzato dagli efialtei Castalia e Gabriele. Con questo post diventano anche autori di efialte.wordpress.com: con affetto sono salutati e gratulati per la notizia esclusiva che comunicano alla fine del post.

Performance del 1 Dicembre 2007 a Ramnicu Valcea
Arriviamo nel Teatro solo tre ore prima della performance. Tutti sono indaffarati con i preparativi per l’inaugurazione: il Teatrul Municipal Ariel riapre dopo la ristrutturazione, con una struttura moderna, confortevole e completamente attrezzata! leggi il post di Moreno Solinas & Igor Urzelai

Posted by: efialte | 8 Dicembre 2007

Notte di passione per i corpi tipografici.

Le meravigliose lettere pendenti e volatili che EFIALTE ha documentato nella loro nascita algherese in questo post con fotografie si sono appollaiate ieri sui cinquecenteschi muri del Palazzo d’Usini, e ci stavano benissimo: le foto documentano il loro benessere e la loro indisciplina.

dsc01541.jpg dsc01542.jpg dsc01543.jpg dsc01546.jpg
Gli efialtidi sono riusciti a installare l’espressione “Molte cose nel mondo sgo”.

dsc01552.jpg

Nella notte di oggi, la più furibonda notte di vento su Sassari, le lettere sono state rivoltate violate incrociate e strappate da forze opposte e danzanti. Sono state rimosse, e custodite pietosamente. Chi oserà dire ancora che è aprile il più crudele dei mesi?

efialte_web.jpg Si scriveva qualche giorno fa: Notizia eccellente ed esclusiva - EFIALTE tra-dire il mito, la mostra sul mito nella tragedia antica che indaga le storie di Tantalo, Pelope, etc., verrà riproposta in una nuova versione nei meravigliosi spazi della Biblioteca Comunale di Sassari, nel cinquecentesco Palazzo d’Usini di Piazza Tola, dal 10 al 13 dicembre.

Il gruppo dei partner di Efialte si amplia comprendendo adesso il Comune di Sassari - Assessorato alle politiche culturali e la Biblioteca Comunale di Sassari.

Aggiornamenti sulla mostra e le attività collaterali nei prossimi giorni. Gratulamenti e suggerimenti in forma di commento al presente post sono graditi.

Posted by: efialte | 7 Dicembre 2007

una gif animata dei Tiestini.

I biscotti-bambini animati qui sotto

11.gif

sono un dono dell’Associazione studentesca «Maidirelettere» di Sassari. Grazie!

Posted by: efialte | 6 Dicembre 2007

0. Scritte sui muri

Fin dal primo contatto con la Direttrice della Biblioteca Comunale di Sassari Cristina Cugia (qui salutata con simpatia) gli efialtidi hanno avuto voglia di interagire con lo spazio del bellissimo Palazzo d’Usini. L’edificio, si sa, è un a) corpo costruttivo; e come insegnan molti fra cui Greenaway, b) il corpo è un libro - aggiungo che c) i caratteri hanno un corpo, ad esempio il corpo 12.

EFIALTE tra-dire il mito, la mostra, si occupa di corpi tipografici. Eccoli dunque pronti a prendere il volo dalla pagina bianca della facciata di palazzo d’Usini, ancora appesi alla parete della loro culla algherese.

La frase che essi detteranno sia di Sofocle, e motivi all’entrata. Dica, la frase «Molte cose nel mondo sgomentano, nessuna più dell’uomo». I versi 332-333 dell’Antigone introducono a un terribile stasimo, e a una mostra sulle possibilità creative del mito, la cosa nel mondo che più di tutte somiglia all’uomo.
guarda le foto algheresi delle grandi lettere nere

Posted by: adimanto | 6 Dicembre 2007

Bèltistai gnòmai. di Adimanto

Le frasi migliori -a mio avviso-, che riassumono genealogicamente e in chiave morale i delitti degli Atridi sono quelle dell’Agamennone, vv. 1560-1566. Vedere allegato: (per visualizzare il testo greco occorre sempre il font Palatino Lintoype) Le migliori frasi dell’Agamennone

Posted by: efialte | 5 Dicembre 2007

La locandina.

efialte_web.jpg

Pubblichiamo la locandina della esposizione alla Biblioteca Comunale di Sassari, 10-13 Dicembre 2007. Si ricorda qui che la manifestazione ha il patrocinio del Comune di Sassari, Assessorato alle Politiche Culturali, dell’Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario, della Delegazione di Sassari dell’Associazione Italiana Cultura Classica. EFIALTE tra-dire il mito presenta Clitennestra, di Rita Bonomo e Giusy Calia.

La mostra nasce dal Laboratorio di Tecniche del Dramma Antico, iniziativa didattica del Corso di Laurea in Lettere della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Sassari: fra i partner di progetto l’Associazione Culturale Maidirelettere, il Dipartimento di Scienze Umanistiche e dell’Antichità, la CONFINDUSTRIA-Nord Sardegna.

Posted by: adimanto | 4 Dicembre 2007

Frasi dall’Agamennone

Vedere allegato. Per visualizzare il testo greco è necessario il font Palatino Linotype. (Credo che questo font sia presente ormai in tutte le moderne versioni di Windows, ma se non lo avete, ditemelo: lo allegherò o scriverò il link da cui scaricarlo..) ecco-le-frasi-che-ad-una-prima-lettura.doc

dsc01497.jpg

Quasi esclusivamente fotografie in un post che mostra l’installazione Clitennestra di Rita Bonomo e Giusy Calia in fase di proiezione. Ahoy Matey.

dsc01496.jpg

Posted by: efialte | 2 Dicembre 2007

2. be O.

ringraziando fem per avere ospitato in prima assoluta il contributo sull’orestizzatore di Sghembro, riproponiamo qui la recensione della tragica macchina che verrà presentata al pubblico di dicembre nella mostra della Biblioteca Comunale di Sassari, 10-13 Dicembre 2007.

In una mostra sul mito in tragedia intitolata… CONTINUA A LEGGERE

Posted by: efialte | 30 Novembre 2007

1. TIESTE fiaba sonora (13.000!)

la traccia audio e le foto di Gianluigi Anedda festeggiano i tredicimila contatti.
post riassuntivo, progettato in vista della mostra EFIALTE tra-dire il mito alla Biblioteca comunale di Sassari 10-13 Dicembre.

continua a leggere e a guardare

Posted by: efialte | 28 Novembre 2007

la prima recensione di efialte.wordpress.com

ahar2.jpgLa blogger Eloisa ha incontrato Efialte-il blog: oltre a lasciare commenti elogiativi indicanti che progetto e modo le piacevano, ha prodotto la prima recensione di efialte.wordpress.com sul suo blog Cassandra. Facendo clic su recensione, si legge la recensione.

Efialte, reduce da una collaborazione con fem, si appresta a un’incursione di ringraziamento su Cassandra, il blog di Eloisa.

Intanto oggi 27 Novembre efialte è n. 22 dei ‘growing blogs’ di wordpress in lingua italiana.  L’efialtea Castalia si appresta a celebrare i tredicimila contatti con il bozzetto per borsa da mostra in biblioteca che trovate all’inizio.

Posted by: efialte | 23 Novembre 2007

be O. Traccia audio

mentre il meraviglioso blog forzaelettromotrice pubblica una recensione dell’efialteo orestizzatore, efialte pubblica la traccia audio originale, e ne fa dono continua

Posted by: efialte | 22 Novembre 2007

Cronaca «EFIALTE dire e tra-dire il mito».

cronaca: la mostra del 16 Novembre a Villa Mimosa, Sassari. aggiornata con video il 19.11 alle 16,40. aggiornata il 21.11 alle 00,56.

vasca

ceci n’est pas une baignoire: la grande vasca piena di sangue campeggia nella sala della villa e costituisce una forma di icona dell’allestimento di Novembre. La vasca della morte di Agamennone, …LEGGI ANCORA

Posted by: efialte | 22 Novembre 2007

Giusy Calia post n. 1 su wordpress

La fotografa e videoartist Giusy Calia, amica di efialte e autrice con Rita Bonomo di Clitennestra, è stata oggi 21/11 il post n. 1 su it.wordpress.com (da viadellebelledonne)
guarda la foto

Posted by: efialte | 21 Novembre 2007

dodicimila. Con foto e video.

sardio.jpg

Efialte ha raggiunto dodicimila visitatori, e alcune nuove foto della mostra festeggiano l’evento, insieme a un frammento di Clitennestra di Rita Bonomo e Giusy Calia. guarda qui

Posted by: efialte | 19 Novembre 2007

DIOSCURI e CLITENNESTRA

dsc01345.jpgLa mostra del sedici novembre è stata accompagnata da due manifestazioni …CONTINUA

Posted by: efialte | 16 Novembre 2007

Efialte in mostra

A Sassari, oggi venerdì 16 Novembre 2007, a Villa Mimosa, gli elaborati di Efialte vengono messi in mostra con il titolo “EFIALTE dire e ri-dire il mito”. La mostra è resa possibile dal contributo ERSU e dalla generosa disponibilità dell’AICC Sassari e della Confindustria Nord Sardegna che hanno messo a disposizione degli efialtei deliri la meravigliosa sede di Villa Mimosa, in via 4 novembre 1/d. La mostra sarà aperta dalle diciassette alle venti.

Nel corso della mostra verranno presentati alcuni dei lavori descritti in questo sito. Insieme agli efialtei agiranno Rita Bonomo (performer e autrice) e Giusy Calia (fotografa e videoartist) con l’installazione video CLITENNESTRA, e Moreno Solinas e Igor Urzelai (danzatori) con l’installazione danza DIOSCURI.

Posted by: sghembro | 9 Novembre 2007

Monologo Oreste: the last version

Ecco l’ultima versione del monologo di Oreste.

caricatela di critiche e di consigli perché domenica vorrei organizzarne la registrazione.

Testo della parte esterna 

Un ragazzo vestito miseramente è in piedi con le braccia aperte, in una tiene una spada, mentre l’altra rimane aperta, rilassata. La lama dal suo peso sembra voler cadere, il braccio che la tiene ha una minima tensione e i muscoli, anche se turgidi di forza, sembrano un leggerissimo filo. Tutto è sangue. Nelle pareti ci sono gocce di sangue raffermo da anni, congelato per mancanza di calore. Nuovo sangue si è aggiunto al vecchio, crimine a crimine, colpa su colpa rendendo le mura della reggia una rete d’odio.

Una spada è sopra una donna. Occhi spalancati, bocca semi aperta e la punta della lingua che sbuca. I suoi rantoli fanno increspare con piccole onde una pozza che si dilata sempre più, fino ad arrivare alle sue dita tremolanti. Dalla spada il suo stesso sangue le bacia la bocca goccia a goccia.

 Monologo registrato

            Sono Oreste, la speranza di questa città, prima principe ora re, non posso piangere! Sono orfano, per opera del destino e di déi severi, e per quegli stessi déi mi sono fatto orfano una seconda volta. Tutto era già scritto, gli indovini e i profeti me l’avevano detto, io ho eseguito solo gli ordini degli déi. Apollo e il suo potente oracolo me l’hanno ordinato, mi hanno incitato e minacciato. Non sono colpevole! Gli occhi di questa madre, che mi avevano accarezzato e protetto mentre mi allenavo nel cortile, non mi risveglieranno le lacrime. Loro erano colpevoli! Mia madre era colpevole! Andava fatto ciò che doveva essere fatto, io ho fatto solo giustizia! Lei stessa mi aveva insegnato tutte le leggi quando andavamo nel tempio di Zeus o facevamo i sacrifici. Lei mi ha educato e cresciuto insieme alla balia…forse…mi ha voluto bene. Lei stessa mi aveva insegnato la vendetta. Non avrei mai creduto che l’avrei uccisa, non avrei mai immaginato che dentro di me ci fosse l’assassino di mia madre! Poi…non so cosa è capitato…non lo so, ma io son dovuto partire, lei mi ha fatto partire, ho dovuto lasciare la mia casa, il mio cortile, i miei allenamenti e…i suoi occhi…mi ha abbandonato!

Ma non devo piangere! Non sono colpevole! Tutto mi spingeva alla vendetta: gli ordini del Dio, l’angoscia per la privazione dei miei beni e poi il lutto per mio padre…ucciso da lei, da sua moglie…da mia madre!

Ma poi era così colpevole? Anche lei si era vendicata, mio padre aveva ucciso Ifigenia, mia sorella, quella ragazzina così delicata e piccola che per alcuni momenti aveva fatto compagnia a me e a Elettra. Anche lei si era vendicata e anche lei per alcuni momenti è stata accecata dal potere come mio padre, pronto a tutto per conquistare Troia. Anche il mio sguardo adesso, lo sento, cerca il trono, lo scettro, se ne vuole dissetare, lo tengo a freno difficilmente…ora sono re, orfano, assassino di mia madre ma re! Forse, lo ammetto, è anche questa sete che mi ha fatto aprire la sorgente di tutto questo sangue. Noi, siamo così diversi? sia tu che io abbiamo fatto quello che ci dicevano giusto, abbiamo seguito la nostra sete di potere e ricchezza! Se tu sei colpevole anch’io lo sono! In fin dei conti noi abbiamo eseguito solo degli ordini, i nostri profeti, il popolo che ci circondava, i nostri libri con le nostre leggi ci dicevano di fare tutto questo. Non siamo riusciti, non potevamo disubbidire…forse.

 Eppure non riesco a guardarti, mamma. Ti ho ucciso, ma non riesco a non piangere. Sono andato contro quello che il mio sangue mi urlava, ho seguito la giustizia, gli déi, ma ora sono orfano e la mia voce rimbomba in questa reggia vuota. Mamma, potevamo fare qualcosa per non farci divorare da tutto questo?

 

Posted by: adimanto | 29 Ottobre 2007

Presentazione Albero

Qui l’allegato con la presentazione dell’albero. Non fate complimenti, con le critiche!albero.doc

Posted by: adimanto | 29 Ottobre 2007

Presentazione Fiaba

Qui l’allegato con la presentazione della fiaba. Spero di non aver esagerato nell’improvisazione.fiaba.doc

Non succede di rado, che qualcuno venga colpito da un giavellotto durante una competizione (mancano dati per gli allenamenti). l’ultima volta, Golden League, Roma, il 13 luglio 2007 (qui in video).

Ecco, pensavo di scrivere un post sul giavellotto con cui, per errore, in una competizione a Larisa, Perseo uccise Acrisio, il marito di Danae sua madre (non padre di Perseo, perché a generare Perseo era stato Zeus, trasformandosi in pioggia d’oro). Una storia mirica ricca di elementi del folktale.

In realtà, vedo in Apollodoro e Igino il dispositivo assassino è il disco, non il giavellotto. Se dunque il dato è controverso, bisognerà identificare gli altri miti e storie sul giavellotto, che non mancano.

Il dato interessante diventa a questo punto il modo in cui il fatto è riflesso nel web anglofono e italiano (in quella realtà che nei paesi di lingua anglosassone non si chiama “internet”, ma the internet, l’internet): i siti di lingua inglese danno sempre il giavellotto (con al più la possibilità del disco), i siti italiani hanno sempre con pochissime eccezioni il disco come unico dispositivo.

Nel lavoro sui pelopidi, il gruppo di efialte ha toccato con mano più volte che ‘l’internet’ è letterario in quanto non permette di accedere a più che forme saponose e de-composte della verità, e questo è banale e si trova altrove detto meglio: è forse nuovo il fatto che la ricomposizione del reale nel web produca risultati differenti in diversi ambiti linguistici, e che l’esito nella nostra lingua non sembri peggiore (forse grazie alla migliore qualità delle fonti in rete, che sospetto essere pochissime in entrambi i casi).

Posted by: efialte | 14 Luglio 2007

Gennaro Favai a Sassari, 16 luglio-1 settembre 2007.

Mario Matteo Tola e Ilaria Delogu, curatori della mostra di opere del pittore veneziano Gennaro Favai (1879-1958), a Sassari, Palazzo della Frumentaria, da lunedì 16 luglio al 1 settembre 2007, affidano a Efialte l’anteprima video della mostra, che raccoglie 250 dipinti di Gennaro Favai. Intitolata realtà fantasia sogno, la mostra ha il patrocinio del Comune di Sassari e della Provincia di Sassari.

(se preferisci guardalo su youtube)

Posted by: adimanto | 13 Luglio 2007

Power point Tantalidi & Co.

Ecco qua la presentazione power point dell’albero dei Tantalidi (e parenti) che finalmente son riuscito a caricare sul sito. Mi rimane sempre il dubbio su Urano e Gea ma è un dettaglio.
fai clic qui per scaricare uno STREPITOSO file power point.

Posted by: adimanto | 12 Luglio 2007

Erodoto: una Storia appetitosa

Nel primo libro Erodoto ha modo di raccontarci, a proposito dell’infanzia di Ciro una storia appetitosa che qui propongo. Chi vuole arrivare “al sodo” legga direttamente i paragrafi 118-119; chi vuole dilettarsi nella lettura legga dal paragrafo 107…
continua a leggere questo

Posted by: sghembro | 11 Luglio 2007

W. Szymborska, «Monologo per Cassandra».

Ho trovato la poesia di Wislawa Szymborska* … fai clic per leggere il post di Sghembro!

Posted by: sghembro | 7 Luglio 2007

Cesare Pavese e i Pelopidi

La meravigliosa avventura letteraria dei Dialoghi con Leucò incontra il mito dei Pelopidi nel testo in famiglia, in cui Castore e Polideuce discutono delle loro sorelle Elena e Clitennestra, all’indomani del rapimento di Elena da parte di Paride. continua a leggere

Posted by: efialte | 7 Luglio 2007

La mostra «Corpo tipografico»

A settembre le cose pensate e realizzate dentro Efialte vengono messe in mostra, come si fa con le immagini radiografiche, con le eccezioni e con il dolore. vedi la mappa del corpo tipografico

Posted by: cecilia | 7 Luglio 2007

Quel che rimane.

Questo è ciò che vorrei dire per parlare dell’installazione tante volte descritta su Efialte: un vassoio di altezza ca. 1,80 in cui dei fori permettono di inserire testa, mani, piedi, che sporgono e risultano adagiati, appunto, su un vassoio.

Nell’animo di un lettore che sia sensibile alle “magnifiche sorti e progressive” del mondo contemporaneo, la storia di Atreo e Tieste e del macello e cottura dei figli di Atreo suscita un’inquietudine, quasi una certezza: davvero simili regolamenti di conti non sono mai del tutto passati di moda? Nell’attuale contesto postmoderno ci è piaciuto tradurre dalla teoria alla pratica questa tragica macelleria rituale: il testo di Seneca, concepito dall’autore come critica per una cultura ormai decaduta, si è rivelato così in tutta la sua drammatica attualità, se è vero che l’orrorifico cliché del corpo fatto a pezzi è ormai da tempo diventato simbolo della parcellizzazione violenta dell’io. leggi ancora facendo clic qui

Posted by: efialte | 2 Luglio 2007

Dàntalo.

Un post rapidamente trascritto da una web-fonte, e di molto sbagliato, è ora ripubblicato qui: riguarda i rapporti fra il racconto mitologico del supplizio di Tantalo e la pena per i golosi nel VI girone del Purgatorio dantesco.

vai al post corretto

Posted by: cecilia | 27 Giugno 2007

Costumi di scena.

Intendo dire queste cose per presentare il lavoro sui costumi di scena gia descritto in questo post di inizio aprile e in quest’altro post di fine aprile. I commenti sono, oltre che obbligatori e ingiunti, bene accetti.

È stato produttivo pensare alle due regine dell’Orestea tenendo conto dei “tipi fissi” che esse incarnano, per poi dare a questi stessi “tipi” una veste che non fosse esclusivamente letteraria, ma che anzi avesse tutte le caratteristiche di un abito di scena. Vale subito la pena di notare continua la lettura

Posted by: efialte | 27 Giugno 2007

La sufficienza della rondine.

Ieri un commento (di sghembro) è ammarato sul blog. Dopo parecchio tempo. Può bastare questo a introdurre il tema della sufficienza della rondine. continua a leggere

Posted by: efialte | 25 Giugno 2007

una nuova versione della fiaba sonora!

Sembra che ci siamo. Mentre il blog vive la sua pausa estiva, gli infaticabili efialtei lavorano e trafficano e hanno prodotto una nuova versione della fiaba sonora!

fso.jpg
per ascoltarla si può andare QUI (fate clic)

oppure usare (se funziona) l’audioplayer qui sotto

CON PREGHIERA DI FEEDBACK DEL TIPO ‘FUNZIONA/NON FUNZIONA’… DITE SE VI PIACE!

Posted by: efialte | 6 Giugno 2007

Un pannello per le pigotte?

(rivisto 6.6.7 ore 17,40).
Ecco il testo, allego una prova immagine. Si tratta di una prova di didascalia al progetto / pigotte di Cecilia.

Il corpo questi personaggi del mito è tipografico, arriva a noi attraverso abiti letterari che nascondono le origini cultuali, simboliche e allegoriche delle efferate azioni raccontate. Pure, è impossibile non soffermarsi, nella lettura e nell’interpretazione, su questi ragazzi mitologici e sulle atrocità compiute, sull’uso strumentale del loro essere e delle loro sofferenze. Pelope, i figli di Tieste, Ifigenia: deliberate violenze per servire obiettivi “adulti”, cioè insensati, malati, perversi.

Perché la parola “adulto” si usa oggi solo nella frase “per adulti”?

exploitation.jpg

Posted by: efialte | 4 Giugno 2007

Dante e Tantalo.

Nel sesto girone dell’Inferno del Purgatorio nella Divina Commedia (canti xxiii-xxiv) i golosi sono puniti con la pena di Tantalo: soffrire la fame e la sete, pur avendo a disposizione i pomi di un albero e un ruscello di fresca acqua che scaturisce dalla roccia del monte.

Di bere e di mangiar n’accende cura
l’odor ch’esce del pomo e de lo sprazzo
che si distende su per la verdura.
(xxiii 67-69).

parvermi i rami gravidi e vivaci
per esser pur allora vòlto in laci
.
Vidi gente sott’esso alzar le mani
e gridar non so che verso le fronde,
quasi bramosi fantolini e vani
che pregano, e ‘l pregato non risponde,
ma, per fare esser ben la voglia acuta,
tien alto lor disio e nol nasconde.
Poi si partì sì come ricreduta;
e noi venimmo al grande arbore adesso,
che tanti prieghi e lacrime rifiuta.
(xxxiv 103-114)

Posted by: sghembro | 4 Giugno 2007

bozza di locandina, by sghembro

locandina.gif
Questa è la bozza di locandina che contiene una VERSIONE MODIFICATA del testo qui sotto.

fai clic o tràcchete su “Prosegui” per leggere la prima versione. PROSEGUI

Posted by: sghembro | 31 Maggio 2007

Oreste assassino.

Un testo dell’efialteo Sghembro, un nuovo prodotto originale di Efialte

Tra i canti di gioia e luce che popolavano le strade la notte regnava nella città dominata dalla reggia degli Atridi.
Un ragazzo vestito miseramente è in piedi con le braccia aperte, in una tiene una spada, mentre l’altra rimane aperta, rilassata. La lama dal suo peso sembra voler cadere, il braccio che la tiene ha una minima tensione e i muscoli, anche se turgidi di forza, sembrano un leggerissimo filo. Tutto è sangue. Nelle pareti ci sono gocce di sangue raffermo da anni, congelato per la mancanza di qualsiasi calore. Nuovo sangue si è aggiunto al vecchio, crimine a crimine, colpa su colpa rendendo le mura della reggia una rete d’odio.
Una spada è sopra una donna. Occhi spalancati, bocca semi aperta e la punta della lingua che sbuca. I suoi rantoli fanno increspare con piccole onde una pozza che si dilata sempre più, fino ad arrivare alle sue dita tremolanti. Dalla spada il suo stesso sangue le bacia la bocca goccia a goccia.

Sono Oreste, la speranza di questa città, non posso piangere! Sono orfano, per opera del destino e di dèi severi, e per quegli stessi dèi mi sono fatto orfano una seconda volta. Tutto era già scritto, gli indovini e i profeti me l’avevano detto, io ho eseguito solo gli ordini degli dèi. Non sono colpevole! Gli occhi di questa madre, che tante volte mi avevano accarezzato e protetto mentre giocavo nel cortile, non mi risveglieranno le lacrime. Loro erano colpevoli! Mia madre era colpevole! Io ho fatto solo giustizia. Lei stessa mi aveva insegnato tutte le leggi quando andavamo nel tempio di Zeus o facevamo i sacrifici. Lei stessa mi aveva insegnato la vendetta. Poi…non so cosa è capitato…forse la troppa vicinanza al trono, allo scettro…o forse la vicinanza d’Egisto…non lo so, ma io son dovuto partire, andarmene dalla mia casa, dal mio cortile dove giocavo e dai suoi…
Ma poi era così colpevole? Anche lei si era vendicata, mio padre aveva ucciso Ifigenia, mia sorellina, la più piccola, che aveva giocato con me e con mia sorella. Anche lei si era vendicata e anche lei per alcuni momenti è stata accecata dal potere come mio padre, pronto a tutto per conquistare Troia. Anche il mio sguardo adesso, lo sento, cerca il trono, lo scettro, se ne vuole dissetare, lo tengo a freno difficilmente. Forse è anche questa sete che mi ha fatto aprire la sorgente di tutto questo sangue. Noi, siamo così diversi? sia tu che io abbiamo fatto quello che ci dicevano giusto, abbiamo seguito la nostra sete di potere! Se tu sei colpevole anch’io lo sono! In fin dei conti noi abbiamo eseguito solo degli ordini, i nostri profeti, il popolo che ci circondava, i nostri libri con le nostre leggi ci dicevano di fare tutto questo. Eppure non riesco a guardarti, mamma. Ti ho ucciso, ma non riesco a non piangere. Sono andato contro quello che il mio sangue mi urlava, ho seguito la giustizia, gli dèi, ma ora sono orfano e la mia voce rimbomba in questa reggia vuota. Potevamo fare qualcosa per non farci divorare da noi stessi?

Posted by: castalia | 24 Maggio 2007

La figura di Cassandra

La figura di Cassandra 

Aggiungo un file, proposta di lavoro sulla figura della profetessa per le scuole superiori, che potrebbe essere utile a chi voglia approfondire certi temi o voglia muoversi su direttrici nuove.

Posted by: castalia | 19 Maggio 2007

Segnalazione

Oggi è una giornata particolarmente prolifica.

Vi segnalo su google video i 3 spezzoni dell’inchiesta giornalistica “Sex crimes and Vatican” come esempio. L’argomento è infatti in tangenza vaga con quello del laboratorio ed offre un buon esempio di trattazione “scientifica” di argomento così scabroso, problematica che il gruppo si pose già in diverse occasioni.

Historia del progetto “Corpo tipografico”

Il continuo dialogo in seno al progetto “Corpo tipografico” ha palesato l’esigenza di estrinsecare in modo chiaro e oggettivamente fruibile anche da coloro che non appartengono al microcosmo “face to face” degli ideatori, quelle motivazioni e temi di fondo che, fino a questo momento, erano rimaste circoscritte all’ambito comunicativo orale e organizzativo.

Sembra doveroso cominciare questa presentazione spendendo due parole sul nome. Sin dall’inizio dei lavori si è manifestata una forte attenzione per la parola e per la sua funzione psicagogica ed evocativa, concretizzatasi in una accorta scelta dei titoli delle installazioni e dei testi originali, all’insegna dell’ormai assodato “Nomina sunt conseguentia rerum”. Il nome “Corpo tipografico” nello specifico nasce da una riflessione ontologica sulle creazioni che gli incontri stavano abbozzando, su quale fosse la loro comune origine, come si collocassero in un disegno organico e su cosa “fossero” al di la della loro forma sensibile. In questo progetto l’ ”Arke Panton” è indubbiamente il testo. Opere come le tragedie della trilogia “Orestea” di Eschilo o il “Tieste” di Seneca, il monologo di Marguerite Yourcenaire “Clitemnestra ” e il lavoro di Crebillon sono per i partecipanti “physis” di tutto , ove questo termine è usato nella sua accezione filosofico-naturalistica di “realtà prima, originaria e fondamentale” (G. Reale). In seguito ad una considerazione del genere era quasi ovvio che le preferenze cadessero su un termine che esprimesse questa fisica “appartenenza famigliare”, questa comune discendenza che solo attingendo al vocabolario scientifico poteva esplicitarsi appieno, raccontarsi compiutamente in un termine come “Corpo”, accostato al più moderno e comune aggettivo “Tipografico”, in un connubio semplicissimo e perciò potentemente immaginifico.Sul testo sono maturate tutte le riflessioni, sul testo sono state compiute le prime investigazioni che hanno consentito di azzardare nessi e collegamenti simbolici e prima ancora che sul testo in se sulla “abitudine al testo” che i componenti del gruppo hanno come studenti di Lettere. E’ stata esattamente questa “familiarità” con il testo scritto che ha prodotto la ricerca bibliografica e la raccolta di informazioni, figlie di un uso consapevole degli strumenti e della messa a frutto delle nozioni ottenute nella frequentazione accademica, poi rivelatesi vitali ai fini della progettazione delle opere. Il testo è stata
la Hule Aristotelica che è a fondamento dell’interezza di questa realtà alternativa.
Se il testo è scaturigine e sostegno permanente di tutto ciò che è all’interno del progetto esso ne è anche la foce, persino in quelle produzioni che non sono prettamente testuali. Jurij Lotman, studioso di semiotica di scuola Barthesiana, dice che il concetto di testo non designa solo strutture linguistiche, ma una qualsiasi sequenza di segni organizzata semanticamente, ed è in questa ottica che vanno osservate le installazioni nate dal laboratorio, esse sono a tutti gli effetti “parole inserite in un complesso sistema di relazioni impossibili nella comunicazione di tutti i giorni per farle significare in modo nuovo e più fruttuoso” (G Zaccaria). Per la loro comprensione questi “Organismi” vanno letti con una mentalità strutturalista, che disveli le loro strutture intime e mostri il reale significante, così da accorciare le distanze tra il momento straniato che esse esprimono e il momento reale da cui sono nate. Le opere dei partecipanti sono a tutti gli effetti frutto di una ricezione del testo del tipo identificato da Wolfgang Iser, sono la risposta ineluttabile alle sollecitazioni dell’opera letteraria, un completamento del testo attraverso le esperienze di vita dei singoli che merita di avere attenzione. E’ un contributo prezioso in quanto “Parole” , atto individuale di espressione con cui si rapportano e dialogano con la “Langue” collettiva teorizzata da De Saussure. Se è vero quanto dice Vossler nel suo “Critica stilistica e semantica storica”, cioè che “a qualsiasi emozione, ossia a qualsiasi allontanamento dal nostro stato psichico normale, corrisponde, nel campo espressivo, un allontanamento dall’uso linguistico normale” queste produzioni sono realmente il sintomo dell’attualità dei testi Classici, ancora capaci dopo secoli di risvegliare in noi sentimenti ed emozioni così profondi da aver bisogno di un linguaggio nuovo per essere raccontati.

Il testo in versione scaricabile

Nuova versione del monologo, corrette le piccole mancanze e riviste alcune necessità.
Il testo è ovviamente aperto a qualsiasi critica/osservazione.

Agathos 

Un monologo teatrale di Sarah Romagnoli,per la recitazione di Fernando Puggioni 

Personaggi: Lo spirito di Agamennone

Ambiente: La scena dell’omicidio, pavimento insanguinato e vasca da bagno sporca

 

*Lo spirito di Agamennone entra in scena con passi misurati e lentamente, a testa alta e si ferma prima del gradino, come se quello fosse il limite ultimo oltre cui non può proseguire. Fissando un punto lontano dietro il pubblico inizia a recitare* 

Micenei!

Guardatemi! Ascoltate la voce del vostro Sovrano, interrompete i canti, deponete le coppe e guardatemi! Venite alla mia reggia, ospiti delle libagioni che vedono i miei resti imbanditi a cani e famigliari! Venite e guardate quale razza di predatori si riunisce sotto il mio tetto!

Io che fui Re, che fui il più valoroso! Io che nell’Ade sarei seduto al fianco di Aiace e di Achille invece sono qui! Prigioniero nel mio stesso palazzo, costretto a camminare sul mio stesso sangue! Costretto a gridare a questi vecchi, sordi alla mia grandezza e pronti solo a condannarmi! Sono qui a guardare mia moglie carezzare le mani di un traditore!

Sì, guardatela! Guardate con quale beffarda cura si adorna per la mia sepoltura! A che servono i profumi e il candido peplo quando la mia tomba sarà una fossa nei campi senza neanche il conforto del muliebre pianto? Osservatela sorridere mentre lavorando di scure recide gli arti al mio corpo! Una donna non dovrebbe amare le armi, con chi ho diviso il mio letto? Chi è questa Amazzone sanguinaria, questa folle Atalanta? Povero cugino mio, tu non sai che io non fui il primo uomo che ella conobbe! Non sai che stai raccogliendo gli avanzi di altri due uomini per il tuo letto! Non ti accorgi che non è rimasto nulla di cui pascersi? Non ti accorgi che ella è vuota come i tripodi nei giorni infausti? Che gli dei maledicano Leda e la sua stirpe fatale! Tra le loro cosce bianche un cimitero di eroi si intravede, vittime di strali più precisi di quelli di Apollo rapida mano! Dei perché mi beffate così? Perché mi costringete a guardare costui che si ciba di ciò che fu mio? Sto forse espiando la colpa di mio padre, quando preda della vendetta servì a suo fratello le carni dei figli?

Micene!

Guarda il tuo Re, la corona giace a terra, il cremisi strappato occupa il seggio dove io avrei dovuto riposare! Dieci anni ho atteso. Ho combattuto, ho insegnato la virtù ai figli di Danao e ho desiderato. Ho desiderato tornare in questa mia casa contaminata, a questa mia sposa pazza e bellissima, che non ha mai accettato il mio essere un Re. Ma cosa, ditemi, cosa potevo fare? Le navi dovevano partire, l’onore andava vendicato! Io presi sulle mie spalle la decisione per tutti gli Achei! Il Dio me l’ha imposto! Le leggi me lo hanno imposto! La mia gloria era nelle mani dei figli di Priamo, aveva nome Elena ed era la sposa rubata di mio fratello, cosa potevo fare se non seguire il mio destino? Clitemnestra non sa che il mio pugnale non scalfì mai il collo di Ifigenia ma quello di una giovane cerva, eppure mi odia. Mi odia perché sono come ogni Re deve essere, perché era mio diritto prendere schiave! Era mio diritto avere delle amanti! Lei stessa fu un bottino di guerra!

Ma già vedo da dove spira Borea giungere Oreste, la sua mano è pronta a colpire chi uccise così barbaramente suo padre, la spada lucente è affamata del sangue materno! Va’, figlio mio, riporta tua madre vicino al suo Re! Fa’ che il destino si compia e la maledizione dei miei avi continui! Oreste, frutto dei miei lombi, mano del fato. Ti attendo moglie mia, bella Clitemnestra dal seno di viola, e sarai di nuovo Regina al mio fianco.

 

*Il tono di Agamennone muta, si abbassa leggermente. Atteggiamento rassegnato.* 

Ecco, ecco che lo scempio è terminato. Il corpo  mutilato concima la terra nera, il sangue si asciuga sulle pietre calde di sole. Sciolto è l’ultimo nodo che mi legava a Micene.

A voi, eroi, attraverso il nero Stige vengo, io, Agamennone comandante di eserciti, indegno della vostra compagnia, ucciso non già dalla freccia guerriera ma dalla mano dell’amante ferita.

 

*Per la prima volta Agamennone guarda il pubblico spostando il suo sguardo sulle prime file e fissando ognuno, senza voltarsi a passi lenti indietreggia.* 

 Il file in versione scaricabile

Posted by: castalia | 19 Maggio 2007

Note e comunicazioni.

Ho prodotto un documento riassuntivo della discussione di giovedì sul prossimo evento pubblico. Ho deciso di non postarlo e non allegarlo perchè non interessa gli utenti “esterni” di Efialte, quindi potete farne richiesta a me all’indirizzo sarahroma@libero.it specificando nella mail il vostro nome e cognome in modo che possa aggiungervi alla rubrica essendo io totalmente inultile in campo di outlook. Grazie. Per il resto ho prodotto un po’ di testo che adesso inserirò sia nella versione testuale che come allegato. A presto malefici efialtei, che Plotino cali su di voi come sta calando su di me a causa dell’impellente esame di mercoledì.

Posted by: efialte | 11 Maggio 2007

Tieste. Un sonetto.

L’affanno dell’esilio, tempo reo,
non mi toglie il consueto buonumore:
guardando i figli, vista in cui mi beo,
penso – ma in greco – «sono piezz’ ‘e core».

cucina, figli: ecco, mi ricreo.
Un telegramma scuote quel torpore:
«Riconciliomi teco. Vieni. Atreo».
Fràtemo, sintetico scrittore.

Parto. Toeletto i figli: sulla veste
ricca, addobbata, tutta crinolina
come carta oleata, occhiate meste.

Membra disperse, unite: e già declina
il sole, e Atreo mi abbraccia: «Caro Tieste!».
Un buon odore vien dalla cucina.

Posted by: quezal | 11 Maggio 2007

C’era una volta… una fiaba.

Ultima versione riscritta, compressa e ordinata del testo della fiaba, che presto diverrà sonora…

C’era una volta un re. No, anzi… No.
C’erano una volta due re. No, no, neanche così.
C’erano una volta due fratelli… Uhm, quasi!
C’erano una volta un re e suo fratello.
Il re si chiamava Atreo. Suo fratello era Tieste.

Un’antica maledizione gravav