Euripide, Baccanti

“[Messo]..Quella, sputando bava, e roteando,
torcendo le pupille, e dissennata,
era invasa dal Nume, e non l’udiva;
ma con la manca un braccio gli afferrò,
e, il pie’ puntando sopra il fianco al misero,
l’omero gli strappò: non di sua forza,
ma nelle mani un Dio vigor le infuse.
Dall’altro lato, a sbranargli le carni
Ino s’adoperava, e Autònoe e tutte
le Baccanti: era un ululo confuso,
ei gemendo finché trasse il respiro,
e l’altre alzavan grida di vittoria.
Ed una un braccio, un pie’ l’altra portava:
nude l’ossa apparian dai fianchi rotti;
e con le mani sanguinose tutte
si palleggiavan di Pènteo le carni.
E giace il corpo qua e là, tra rupi
aspre, e del fitto bosco fra le chiome,
né facile è trovarlo. E il capo misero,
tra le sue man la madre il prese..”

(Trad. E. Romagnoli)

Marcello