Marcello:
La homofaghìa è proprio un vizio di famiglia…

[Da R. Graves, I miti Greci]


Pelope strappò Olimpia al re Epeo e la aggregò al regno di Pisa; ma non riuscendo a sconfiggere il re Stinfalo di Arcadia con le armi, lo invitò ad un’amichevole discussione, poi lo tagliò a pezzi e sparse le sue membra per ogni dove: questo delitto fece scoppiare la carestia in Grecia. Ma la solenne celebrazione dei Giochi Olimpici indetta da Pelope, una generazione all’incirca dopo quelli di Endimione, fu più splendida di tutte le precedenti.

Fonti: Pausania, V 1 5, V 8 1 e VI 20 8; Apollodoro, III 12 6.


Tieste non fu l’ultimo eroe che si vide servire su un piatto la carne dei propri figli. La stessa cosa accadde alcuni anni dopo a Climeno, l’Arcade figlio di Sceneo che concepì un’incestuosa passione per Arpalice, la figlia che aveva avuta da Epicasta. Dopo aver sverginata Arpalice la maritò ad Alastore, ma poi di nuovo gliela portò via. Arpalice, per vendicarsi, assassinò il figlio che aveva avuto da lui e che era altresì suo fratello, ne fece cuocere le carni e le servì a Climeno. Fu trasformata in uccello da preda e Climeno si impiccò.

Fonti: Partenio, Erotiche; Igino, Fabulae 242, 246 e 255.
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