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Rumori di fondo che diano l’idea di un’atmosfera straniante, di un passato remoto e , soprattutto, che stacchino rispetto all’inizio della fiaba
Una vecchia maledizione gravava sulla famiglia dei Pelòpidi: Tantalo, che era figlio di Zeus e capostipite di tutta la famiglia, offrì agli dei, dopo averle cucinate, le carni del figlio Pelope.
Per questo, fu condannato a patire in eterno sete e fame.
Tieste e Atreo erano suoi discendenti.

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Inizia la musica(4sec. circa prima della voce), poi si ferma per tre volte, a ogni fine battuta. Alla quarta riprende e continua.
C’era una volta un re. No, anzi …No

C’erano una volta due re. No no, neanche così.
C’erano una volta due fratelli…Uhm, quasi!
C’erano una volta un re e suo fratello.
Il re si chiamava Atreo. Suo fratello era Tieste.

Breve stacco musicale, riprende con musica diversa, timbro più delicato, andamento più lento ma sempre gioioso.

E poiché c’era un re, come in ogni fiaba che si rispetti, c’era anche una regina. Costei, di nome, faceva Erope. Tanto tempo prima, suo padre Catrèo, re di Creta, l’aveva sorpresa tra le braccia di uno straniero e, furioso,l’aveva fatta abbandonare in mare.

Rumore di onde, forse musica triste

La povera ragazza aveva perso ormai ogni speranza di salvarsi e già si lasciava andare alla corrente quando Atrèo, che navigava là attorno, vide la bella principessa e se ne innamorò.
“E’ così bella” pensava Atreo, “Che sia una Naiade o che , come sirena, col suo canto voglia farmi perdere la rotta?”
Ma vedendo che la giovane annaspava fra le onde, Atreo, dovette ricredersi. :”Aiuto! Aiuto!” gridava Erope.
“Ecco” diceva Atreo tendendole le braccia, “ aggrappati a me. Chi sei tu, che così bella , mi fai dimenticare da dove vengo e da dove sono diretto. Chi fu così crudele da gettare un simile tesoro fra i flutti?”

il rumore delle onde sfuma fino a interrompersi

“Nei modi e per generosità, voi certo siete re” rispose la fanciulla “Come voi mio padre è signore e padrone di una terra ma, ahimè, non altrettanto generoso… Nel vedermi innamorata di un giovane straniero, la sua furia arrivò a tal punto da volermi punire gettandomi fra i flutti, dove sarei morta se non fosse stato per vostra grazia.
“Ma ora asciugo le lacrime: voi mi avete salvato e io vi sarò eternamente grata,”continuò Erope “ fate della vita che ritrovo ciò che più vi aggrada”.
Così Atreo decise di sposare Erope e farne la sua regina.

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Consiglierei musica iniziale
Per qualche tempo vissero felici, fino a quando, un bel giorno, Erope non conobbe Tieste, il fratello di Atreo. Fu amore al primo sguardo.

La Musica sfuma fino a tacere su “sospinge”
“Chi-chi siete voi che, impudente, mi rapite l’anima e gli occhi?” balbettò Erope
“Sono il fratello di colui che dovreste amare” rispose Tieste,”eppure anch’io non so opporre resistenza a questa forza che verso il vostro volto mi sospinge”
“Oh!Ecco che la gratitudine e l’affetto per mio marito vengono meno di fronte all’amore che provo per voi” disse la donna.

Musica e rumori che comunichino un’idea di tensione
Nacque così un amore segreto e ricco di sotterfugi d’ ogni tipo. Gli amanti s’incontravano di nascosto nel giardino della reggia, negli angoli dei corridoi, si scambiavano fugaci bisbigli d’amore e pegni con cui si giuravano eterno amore.
Tutto questo durò fino a quando, un terribile giorno, l’ira di Atrèo non scoprì l’inganno:
-in crescendo-
“ Ed ecco che mi ritrovo doppiamente tradito! Dalla moglie e dal fratello!” tuonò Atrèo, “Tu, fratello, è così che mi vuoi bene? Rubandomi la moglie e magari anche il regno ?! Perché …Oh! A questo punto di cosa non sarai capace?! Osi sederti alla mia mensa e abbracciarmi e nel mentre sottrarmii ciò che ho di più caro! E tu, ingrata, ti ho ripescato da quegli abissi in cui avrei dovuto lasciarti! E tu, mi ripaghi in questa maniera? Che Tièste parta, abbandoni le mie terre e non si veda più ! Adessooo!”

L’altra musica o i rumori lasciano il posto a una musica triste , conclusiva
E così il re , accecato dall’ira e dal rancore,esiliò suo fratello.

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Musica iniziale
Col tempo,crebbe in lui il timore che Tièste, per vendicarsi, gli volesse davvero sottrarre il trono e potesse riunire dei soldati per combatterlo e spodestarlo. Così, per primo, studiò un’ ulteriore vendetta: richiamò il fratello e i di lui figli, che aveva avuto da una Naiade, e si finse desideroso di rappacificarsi. Lo invitò a condividere il regno.-La musica sfuma fino a tacere-
E quando Tiàste finalmente tornò, Atrèo mise in atto il suo terribile terribile piano. Ta-da

Pausa
Nella reggia, dietro un’enorme sala ,-rumore di porta che si apre e si richiude cigolando- c’era un sentiero segreto che portava a una valle profonda.
Qui si trovava un antichissimo bosco con alberi di ogni tipo: folti tassi, svettanti cipressi e un’ enorme quercia che tutto sovrastava e ai cui rami erano appesi ogni tipo di trofei dei crimini di questa famiglia.

Rumori di uccelli notturni, fruscii,scricchiolii, ecc.
Era questo un bosco pauroso, dove gemevano gli dei della morte e si aggiravano fantasmi inquieti e, qualche volta, si udiva un terribile triplice latrato .-il triplice latrato io direi di farlo fare a Fernando- All’improvviso, si materializzavano giganteschi mostri e gli alberi più grandi bruciavano senza fuoco. Urla sinistre e crepitii.

Qui Atreo trascinò i tre figli di Tieste .

“Zio, mio re, dove ci porti?”diceva il primo figlio attacco musica triste
“Venite con me, non indugiate. Faremo una sorpresa a vostro padre”
“Non so perché ma tutto il corpo trema. Zio, che terribile luogo è mai questo?”diceva il secondo
“E’ un luogo sacro, celebreremo un sacrificio in onore del nostro grande antenato, Tantalo”
“Dov’è nostro padre? Ho paura, non voglio venire.”diceva il terzo
“Obbedite. Tenete stretta la mia mano. Un bellissimo regalo attende vostro padre. Gli imbandiremo un grandioso banchetto, come oggi non se ne vedono più.”
“Il cuore si rifiuta, è atterrito.Che sta succedendo?”diceva ancora il primo, il più grande
“ Coraggio! Vi devo spingere io? -Pausa- Farò passare a mio fratello la voglia di sottrarmi il regno! Di rubarmi ogni cosa! E voi… Be’, voi mi aiuterete!”
“Dov’è che ci trascini? Non voglio seguirti! Ho terrore di te e della tua stretta. Lasciaci andare!Zio! Atreo! No!”gridavano tutti e tre assieme.
“Vi legherò per bene le mani dietro la schiena e ornerò di bende le vostre fronti… Così! Oh che bellezza! Tutto del rito dev’essere rispettato! Vostro padre, che vi ama tanto, sarà finalmente felice di non potersi più separare dai vostri corpi! AhAhAh!”
fine musica
Silenzio

Il primo lo sgozzò. Il secondo lo decapitò. Il terzo lo trafisse.
Malvagio, sporcandosi di sangue, li fece a pezzi e li cucinò.

Imbandì con le carni dei nipoti un sontuoso banchetto per Tièste che, per finta,aveva invitato a condividere il trono.

Ah! Pensare che proprio i figli l’avevano convinto ad accettare!

4
Fine silenzio- brusio diffuso, rumore di stoviglie-musica tipo festa
Il re aveva organizzato una festa coi fiocchi: gli ospiti erano numerosi, intorno dolci profumi di spezie e colori sgargianti che si riflettevano su coppe d’oro.
Durante la cena Tieste mangiò, mangiò, mangiò -sul terzo mangiò musica straniante tipo fiati che suonino qualcosa di orientaleggiante ma triste- fino a gonfiarsi lo stomaco .
Mangiava e nel mentre beveva fiumi di vino come solo i re sanno e possono fare. Atrèo lo guardava e sogghignava.
Ma Tièste non era contento: voleva avere con sé i propri figli. Disse ad Atrèo di farli chiamare.

“Fa conto che siano qui, tra le braccia paterne” rispose Atrèo, “ti darò i volti che reclami : non temere, ne sarai sazio!” Così, gli fece portare le teste dei figli, unica parte rimasta intera.
Gemito di stupore e di paura, sospiro appena accennato- lo possiamo anche fare noi-
Tièste inorridì. Subito chiese: “Dove sono i corpi? Oh, lasciameli seppellire! O sono già preda di fiere e avvoltoi?”
“I tuoi figli li hai divorati tu, nel tuo sacrilego pasto.Ecco ciò che ne rimane” disse il crudele Atrèo gettandogli addosso i resti della propria prole “Riprendili con te. Non sei contento? Non hai fatto altro che cercarli… Tantalo! Plìstene! E il più piccolo, il fanciullino! Eccoli qua! Rallegrati, ora! Baciali, dividi tra loro i tuoi abbracci!Sei tu il loro sepolcro”

In crescendo. Effetti sulla voce tipo eco, soprattutto ultima battuta. Musica triste e conclusiva

E il povero padre:“Oh chi ha mai visto un delitto così?Dammi la spada perché possa liberarmi da questa atrocità. Non me la dai? Io, il padre, gravo sui miei figli e i miei figli gravano su me…..Che colpa avevano i miei figli?”
“Di essere tuoi” rispose Atreo.

“A far vendetta verranno gli dei. I miei voti ti consegnano a loro, per il castigo”.

Con queste parole Tieste maledisse la discendenza di suo fratello e fuggì via.
Un infelice destino si preparava per gli Atrìdi.

Ipotesi di lavoro:
· Accelerare la musica d’inizio fiaba ogni volta che si utilizza ?
· Rendere la voce di Tieste come quella di un aristocratico dai modi effeminati per sottolineare la differenza del carattere da “orco” di Atreo?