Nel sesto girone dell’Inferno del Purgatorio nella Divina Commedia (canti xxiii-xxiv) i golosi sono puniti con la pena di Tantalo: soffrire la fame e la sete, pur avendo a disposizione i pomi di un albero e un ruscello di fresca acqua che scaturisce dalla roccia del monte.

Di bere e di mangiar n’accende cura
l’odor ch’esce del pomo e de lo sprazzo
che si distende su per la verdura.
(xxiii 67-69).

parvermi i rami gravidi e vivaci
per esser pur allora vòlto in laci
.
Vidi gente sott’esso alzar le mani
e gridar non so che verso le fronde,
quasi bramosi fantolini e vani
che pregano, e ‘l pregato non risponde,
ma, per fare esser ben la voglia acuta,
tien alto lor disio e nol nasconde.
Poi si partì sì come ricreduta;
e noi venimmo al grande arbore adesso,
che tanti prieghi e lacrime rifiuta.
(xxxiv 103-114)