cronaca: la mostra del 16 Novembre a Villa Mimosa, Sassari. aggiornata con video il 19.11 alle 16,40. aggiornata il 21.11 alle 00,56.

vasca

ceci n’est pas une baignoire: la grande vasca piena di sangue campeggia nella sala della villa e costituisce una forma di icona dell’allestimento di Novembre. La vasca della morte di Agamennone, la più scenografica delle morti nel teatro antico, propone subito al pubblico il senso di un lavoro di ricerca sul mito nel teatro antico. Il mito e il teatro, da Eschilo, a Seneca, a Shakespeare. vasca2Vedere la vasca significa vedere un oggetto teatrale, un sema immediato. Un oggetto che non significa se stesso ma rimanda ad altri significati inerenti alla scena. La vasca ha un sangue fatto di tessuto, che esprime un nesso con i tessuti rossi, un tema scenico e drammatico dell’Agamennone. I tessuti significano sangue nel dramma antico, e qui sono sangue.

Testa mani piedi: una fiera sanguinolenta e allegra è la proposta di EFIALTE alla curiosità dei visitatori. Atreo fa mangiare lo stufato al fratello Tieste e poi gli mostra su un vassoio le parti che non ha cotto: testa, mani, piedi dei figli adorati, che Tieste ha appena divorato. tmpdsc01353.jpgLo smembramento è una condizione simbolica, e la fiera mitologica permette allo spettatore di entrare nella macchina resecatrice lo obbliga a esibirsi frammentato e spezzettato. Gli assistenti efialtei fotografano i macabri resti e registrano indirizzi e-mail per inviare le foto alle vittime, err… agli spettatori.

Non ci sono per ora fotografie delle stazioni riguardanti Pelope e Tantalo: Pelope è una grande icona, una sagoma umana composta da tessere di puzzle, alla quale manca il pezzo della spalla. Pelope siamo noi, esseri privati di un pezzetto, gente in ricerca di cose che abbiamo perduto. Il Pelopuzzle è un progetto concettuale, il primo puzzle cui manca un pezzo per definizione. Per Tantalo il laboratorio EFIALTE propone una riscrittura del Tieste di Seneca in cui il rapporto master-slave fra la Furia e Tantalo viene enfatizzato.

La perversa rete di relazioni che caratterizza la genealogia dei discendenti di Tantalo si fa oggetto nei peccati non originali dell’Albero di Sarah Romagnoli e Marcello Castangia. dsc01348.jpgUn albero appeso in aria, in cui scorre una linfa di sangue, carico di simboli totemici che identificano ogni individuo attraverso i misfatti compiuti. Oreste, Leda, Plute, i Dioscuri, Agamennone, Atreo, sono oggetti innaturali, mostruosi frutti di una genealogia perversa.

Una sezione della mostra è dedicata al contatto e al cortocircuito fra contenuti e forme. Il mito di Atreo e Tieste, una antica fiaba sanguinolenta, è stato tradotto nella forma rassicurante della Fiaba Sonora («a mille ce n’è…»), installazione audio da salotto. La avevamo già pubblicata in questa pagina del blog.

Un altro prodotto che cortocircuita forme e contenuti, in una dolente e accorata voce, è lo straordinario drappo di Filomela. Filomela, stuprata dal cognato Tereo, la lingua mozzata per non rivelare l’orrore, seppe ricamare la sua terribile storia e inviarla alla sorella Procne:dsc01346.jpg questo mito, modello letterario delle vendette in famiglia (usato da William Shakespeare nel Tito Andronico, la sua più sanguinolenta tragedia) ha originato il drappo di Filomela che EFIALTE espone con orgoglio. Si tratta di una riflessione dura sulla violenza e sui rapporti di famiglia: il recupero dell’infanzia è un modo per dare valore ai rapporti fra consanguinei (sorella-sorella) rispetto a quelli della nuova famiglia.

Una macchina dada è l’ orestizzatore portatile a batteria o matricidificatore temporaneo chiamato «be O.». Si tratta di un dispositivo audio-visuale che permette di diventare Oreste e di uccidere la propria madre senza andare in galera. Un dispositivo di guarigione che cita i meccanismi aristotelici della catarsi e le teorie sugli archetipi psichici di Karl Gustav Jung, opera di guarigione, giacché uccidere la propria madre è atto sano che assicura guarigione psichica e relazionale. EDIT: un video offertoci dall’efialteo Fernando Puggioni:

Fanno parte della mostra i biscotti-concept realizzati da EFIALTE in collaborazione con la Pasticceria Pino Puggioni di Sassari. i Tiestini, deliziosi biscotti a forma di deliziosi bambini, riportano la truculenta festa alle dimensioni letterarie tiestini!che le pertengono. Chi entra in Efialte gioca con il sangue e con se stesso, si fa complice e congiurato.

Conclude la mostra una bacheca di oggetti spillati come farfalle, catalogati, messi in mostra: sono bamboline che riportano ai personaggi giovani dei miti che sono stati visitati. L’installazione si chiama exploitation e la sua scheda saluta il pubblico dicendo:

«Il corpo di questi personaggi del mito è tipografico, arriva a noi attraverso abiti letterari che nascondono le origini cultuali, simboliche e allegoriche delle efferate azioni raccontate. È stato però impossibile non soffermarsi, nella lettura e nell’interpretazione, su questi ragazzi mitologici e sulle atrocità compiute, sull’uso strumentale del loro essere e delle loro sofferenze. Pelope, i figli di Tieste, Ifigenia: deliberate violenze per servire obiettivi “adulti”, cioè insensati, malati, perversi.
Perché la parola “adulto” si usa oggi solo nella frase “per adulti”? ».proto_pigotta.jpg

EFIALTE-tradire il mito espone i risultati del Laboratorio di Tecniche del Dramma Antico (Corso di Laurea in Lettere, Facoltà di Lettere, Università di Sassari) coordinato da Andrea Blasina. Con contributi di Matteo Bayre, Marcello Castangia, Valeria Congiatu, Nike Gagliardi, Cecilia Mariani, Barbara Morello, Gianluigi Pala, Sarah Romagnoli, Gabriele Tanda. Con le voci di Fernando Puggioni e Gian Giorgio Cadoni.

Incontri seminariali con Marco Caracciolo, Alberto Capitta, Gavino Ciarula, Rita Bonomo. Installazioni: DIOSCURI di Moreno Solinas-Igor Urzelai, CLITENNESTRA di Rita Bonomo e Giusy Calia.

Dipartimento di Scienze Umanistiche e dell’Antichità-Università di Sassari, AICC-Sassari. La prima di Efialte è avvenuta nell’ambito del festival di Teatro antico organizzato dal Teatro S’Arza, Sassari. Un progetto finanziato dall’Ente Regionale allo Studio Universitario, ERSU.