Abbiamo davvero pensato di inserirla, Pezzi, come suono base della mostra.

E De Gregori è citato, in un commento di “altri approdi”:

da «L’aggettivo “mitico”» di Francesco De Gregori
Batte sotto le stelle un nero biondo con le labbra d’acciaio, il suo nome è Cassandra.

Ed è partito da De Gregori un sentiero di ricerca (sempre un commento a Altri Approdi): «dunque, il segno, il senso, la logica innecessaria del senso e la necessità delle parole. Francesco De Gregori lo fa due volte, sullo stesso tema. Nella vecchia Atlantide scrive ditele che la perdono per averla tradita, parole contraddittorie nel senso usuale e reali nel senso psichico. Nella più recente Ti leggo nel pensiero si torna sulle medesime corde (il come si è, il come si vorrebbe essere) e il giro di vento recita: e chiedimi perdono per come sono. Un piccolo nocciolo di surrealismo, la presenza incongrua percepita con la coda dell’occhio. Le cose più vere, come la frase: “Offrire amore è l’unico modo che c’è per non rimanerne privi”. E, ancora, l’idea che nessun contenuto profondo può giungere privo di una forma adeguata».