miti


Nel suo racconto Tlön, Uqbar, Orbis Tertius, che apre la raccolta Finzioni e fu scelto per rappresentare lo stesso Borges nell’Antologia della letteratura fantastica da lui curata con Bioy Casares e Silvina Ocampo, Jorge Luis Borges racconta di un progetto enciclopedico laterale e segreto, la paraenciclopedia di un mondo diverso dal nostro. Il Tlön di Borges è a mio avviso il più importante ipotesto de Il pendolo di Foucault di Eco, e come ogni ipotesto è più ampio, potenzialmente più ricco del suo libresco avatar.
La notizia che segue a questa laboriosa premessa è recente e ghiotta: giovani sassaresi e potenziali efaltei hanno iniziato a produrre una para-prosopografia azteca, creando personaggi e circostanze altrettanto dettagliati quanto inesistenti, da Enucatl, al Tiranno Mauro, a Satrapàme. Quello che potrete leggere dopo il salto sono le voci wiki da loro create, e le reazioni della comunità wiki.
È sbrigativo, di fronte a esperimenti di questo tipo, parlare di “bufale”. Si vorrebbe far accettare il fatto che all’interno della descrizione del reale debbano prendere il posto gli atti di pensiero, cioè gli esiti dell’immaginazione. Il signor Paoli, che abita al di là del nostro pianerottolo, è davvero in quanto esistente molto più reale di Huck Finn? A molti adolescenti esistenti i genitori dedicarono, dedicano, cure infinitamente più distratte di quelle che Golding dedicò al Piggy del Signore delle mosche. Antonio Tabucchi, che desiderò essere la quinta identità di Pessoa, scrive «Per noi che scriviamo, o viviamo, il che è lo stesso in questa corrente che ci conduce» (citazione non affidabile).
Enucatl vive? Forse no, però è reale. Piuttosto che essere mal esistenti, essere ben scritti è l’opzione. Posizione, questa, che mi pare risolva anche il problema del Cristo evangelico (e di altri supereroi): la loro realtà letteraria rende non del tutto utile il dibattito sull’effettiva esistenza – alla fin fine, trentatré anni di tournée in Galilea sono ben poco di fronte all’essere protagonista di quattro long-sellers e di diversi apocrifi.
Il bellissimo materiale prodotto si trova su questa pagina del nostro paras-sito Jag0. È stato necessario spostarlo perché i formati usati insieme all’indicazione “more” levavano la barra laterale. Fiuuuu…

50 anni di attività della Lego.

a) Teseo, b) Orfeo ed Euridice, c) Cerbero, d) Eco e Narciso, e) Fetonte, f) Dedalo, g) Perseo, h) Ade.
Guarda tutti i video nel seguito del post

efialte_web.jpg Si scriveva qualche giorno fa: Notizia eccellente ed esclusiva – EFIALTE tra-dire il mito, la mostra sul mito nella tragedia antica che indaga le storie di Tantalo, Pelope, etc., verrà riproposta in una nuova versione nei meravigliosi spazi della Biblioteca Comunale di Sassari, nel cinquecentesco Palazzo d’Usini di Piazza Tola, dal 10 al 13 dicembre.

Il gruppo dei partner di Efialte si amplia comprendendo adesso il Comune di Sassari – Assessorato alle politiche culturali e la Biblioteca Comunale di Sassari.

Aggiornamenti sulla mostra e le attività collaterali nei prossimi giorni. Gratulamenti e suggerimenti in forma di commento al presente post sono graditi.

Non succede di rado, che qualcuno venga colpito da un giavellotto durante una competizione (mancano dati per gli allenamenti). l’ultima volta, Golden League, Roma, il 13 luglio 2007 (qui in video).

Ecco, pensavo di scrivere un post sul giavellotto con cui, per errore, in una competizione a Larisa, Perseo uccise Acrisio, il marito di Danae sua madre (non padre di Perseo, perché a generare Perseo era stato Zeus, trasformandosi in pioggia d’oro). Una storia mirica ricca di elementi del folktale.

In realtà, vedo in Apollodoro e Igino il dispositivo assassino è il disco, non il giavellotto. Se dunque il dato è controverso, bisognerà identificare gli altri miti e storie sul giavellotto, che non mancano.

Il dato interessante diventa a questo punto il modo in cui il fatto è riflesso nel web anglofono e italiano (in quella realtà che nei paesi di lingua anglosassone non si chiama “internet”, ma the internet, l’internet): i siti di lingua inglese danno sempre il giavellotto (con al più la possibilità del disco), i siti italiani hanno sempre con pochissime eccezioni il disco come unico dispositivo.

Nel lavoro sui pelopidi, il gruppo di efialte ha toccato con mano più volte che ‘l’internet’ è letterario in quanto non permette di accedere a più che forme saponose e de-composte della verità, e questo è banale e si trova altrove detto meglio: è forse nuovo il fatto che la ricomposizione del reale nel web produca risultati differenti in diversi ambiti linguistici, e che l’esito nella nostra lingua non sembri peggiore (forse grazie alla migliore qualità delle fonti in rete, che sospetto essere pochissime in entrambi i casi).

Ecco qua la presentazione power point dell’albero dei Tantalidi (e parenti) che finalmente son riuscito a caricare sul sito. Mi rimane sempre il dubbio su Urano e Gea ma è un dettaglio.
fai clic qui per scaricare uno STREPITOSO file power point.

Questo è ciò che vorrei dire per parlare dell’installazione tante volte descritta su Efialte: un vassoio di altezza ca. 1,80 in cui dei fori permettono di inserire testa, mani, piedi, che sporgono e risultano adagiati, appunto, su un vassoio.

Nell’animo di un lettore che sia sensibile alle “magnifiche sorti e progressive” del mondo contemporaneo, la storia di Atreo e Tieste e del macello e cottura dei figli di Atreo suscita un’inquietudine, quasi una certezza: davvero simili regolamenti di conti non sono mai del tutto passati di moda? Nell’attuale contesto postmoderno ci è piaciuto tradurre dalla teoria alla pratica questa tragica macelleria rituale: il testo di Seneca, concepito dall’autore come critica per una cultura ormai decaduta, si è rivelato così in tutta la sua drammatica attualità, se è vero che l’orrorifico cliché del corpo fatto a pezzi è ormai da tempo diventato simbolo della parcellizzazione violenta dell’io. leggi ancora facendo clic qui

Intendo dire queste cose per presentare il lavoro sui costumi di scena gia descritto in questo post di inizio aprile e in quest’altro post di fine aprile. I commenti sono, oltre che obbligatori e ingiunti, bene accetti.

È stato produttivo pensare alle due regine dell’Orestea tenendo conto dei “tipi fissi” che esse incarnano, per poi dare a questi stessi “tipi” una veste che non fosse esclusivamente letteraria, ma che anzi avesse tutte le caratteristiche di un abito di scena. Vale subito la pena di notare continua la lettura

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